Il desiderio di essere come tutti – Francesco Piccolo

Il desiderio di essere come tutti - Francesco Piccolo Francesco Piccolo ha vinto il premio Strega con soli 5 voti di scarto, 140 a 135, su Antonio Scurati (“Il padre infedele”, Bompiani). Con “Il desiderio di essere come tutti”, Piccolo ha portato in scena la Sinistra riformista, donandole un romanzo di formazione che esprime la voglia di restare al passo coi tempi. La letteratura d’altronde deve incarnare lo spirito dell’attualità e l’autore lo fa attraverso riflessioni e analisi sui cambiamenti che hanno colpito la Sinistra dagli anni Dieci a oggi, tra speranze, illusioni, delusioni, falsi miti e singolari trasformazioni. La storia della vita pubblica, della patria e della politica si annoda inevitabilmente con quella privata di Piccolo e del resto della popolazione degli italiani, toccata da salienti tratti di storia degli ultimi decenni. Tesi di fondo infatti è proprio quella che è improbabile, se non impossibile, pensare come distinte la vita privata da quella pubblica.
Lo scrittore di origini casertane passa in rassegna tutti gli eventi più importanti dai funerali di Berlinguer, al rapimento e l’uccisione di Moro, alla caduta del muro di Berlino, al discorso di Bertinotti, alle frasi di Craxi, fino agli anni del berlusconismo. Francesco Piccolo ha scritto il romanzo della sinistra italiana, un libro per ricordarci che tutto ci riguarda anche quando non ci tocca personalmente ma ci sfiora e ci passa vicino…

«Nella sostanza, nella mia vita sono stato sfiorato da ogni cosa, ma mai colpito in pieno. Sono stato vicino agli eventi, ma non dentro fino in fondo. Ecco cosa ha formato il mio carattere, nonostante il fatto che il terrore di morire di colera e il terrore di morire durante il terremoto li abbia vissuti completamente da solo. Il colera non mi ha colpito, ma non ne sono stato lontano. Il terremoto non è successo proprio nella mia città, ma non è successo lontano. Così, è nata in me una convinzione del tutto opinabile ma del tutto salda: qualsiasi cosa fosse accaduta, mi avrebbe soltanto sfiorato. Sarebbe entrata a far parte della mia vita, ma non l’avrebbe rovinata e nemmeno risollevata. […] Ero il compromesso tra il coinvolgimento totale e l’estraneità. Era, insomma, il mio sguardo sul mondo che non sarebbe più cambiato.»

Un libro, dalla scrittura scorrevole e arguta, da leggere per comprendere che ogni generazione dovrebbe interessarsi e sentirsi partecipe delle vicende della vita pubblica, senza issarsi su un piedistallo pronta a giudicare e puntare il dito contro chi ha ideali differenti dai propri. Il romanzo autobiografico di Francesco Piccolo racconta le vicissitudini politiche affiancate alle sue esperienze personali, dalla pseudo-relazione con la sua compagna di banco Elena, finita il giorno di San Valentino, fino al matrimonio con Chesaramai, così l’autore chiama sua moglie nel libro, simbolo insieme alla madre di Piccolo, di quella superficialità, di quell’estraniamento e di quella purezza di chi non si sente mai completamente coinvolto in quello che accade nel mondo.


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